02 · Attività clinica
Attività clinica: osteoporosi, malattie metaboliche dell’osso e densitometria ossea
Dal 1982 si occupa di diagnosi e terapia farmacologica dell’osteoporosi primitiva e secondaria e delle malattie metaboliche dell’osso, e dell’esecuzione, analisi e refertazione delle densitometrie ossee a raggi X (MOC).
Osteoporosi primitiva e secondaria
L’osteoporosi è una patologia che comporta una perdita di massa ossea con conseguente incremento del rischio di frattura ossea. È una malattia paucisintomatica fino alla frattura e per questo motivo la diagnosi precoce è la migliore prevenzione.
Si distinguono l’osteoporosi primitiva, legata alla menopausa e all’invecchiamento, dalle forme secondarie, dovute ad altre malattie (endocrine, reumatologiche, renali, gastrointestinali, ematologiche) o a terapie farmacologiche negative per il metabolismo osseo, come, ad esempio, lo steroide. L’inquadramento clinico comprende l’anamnesi, la valutazione dei fattori di rischio, le indagini biochimiche di diagnostica differenziale e di valutazione del metabolismo osseo, nonché la diagnosi strumentale radiologica e la densitometria ossea. Sulla base del quadro clinico complessivo viene impostata la terapia farmacologica, accompagnata dalle misure generali di corretta alimentazione e attività fisica.
Approfondimenti: Osteoporosi: cause, prevenzione e consigli utili · Osteoporosi nella donna
Malattie metaboliche dell’osso
Oltre all’osteoporosi, si occupa anche delle altre alterazioni del metabolismo minerale e osseo, tra cui le osteopatie da carenza di vitamina D, l’iperparatiroidismo, le osteopatie associate alle malattie renali croniche e le malattie rare dello scheletro, come, ad esempio, la mastocitosi, l’ipofosfatasia e l’osteogenesi imperfetta.
Approfondimenti: Ipofosfatasia: fisiopatologia e difficoltà diagnostica · Osteogenesi imperfetta e osteoporosi · Effetti extrascheletrici della vitamina D
Densitometria ossea a raggi X (DXA/MOC)
La densitometria ossea a raggi X a doppia energia (DXA), nota anche come MOC, è il metodo diagnostico di elezione dell’osteoporosi e delle malattie metaboliche dell’osso. Misura la densità minerale ossea (BMD) a livello della colonna lombare, del femore, dell’avambraccio e del corpo intero. Consente di formulare la diagnosi strumentale, di stimare il rischio di frattura e di monitorare nel tempo l’evoluzione della patologia e la risposta alla terapia con misure precise. Consente, inoltre, con la scansione del corpo intero, di misurare anche la massa magra e la massa grassa. L’esame è a bassissima emissione radiogena e, di fatto, scevro di rischi da radiazione; è indolore e di rapida esecuzione.
Approfondimenti: DXA: oltre la BMD · MOC e dintorni · I non responders e la BMD
Bone Strain Index e Trabecular Bone Score
La densità minerale ossea è il principale predittore del rischio di frattura, ma non l’unico. Dalle stesse immagini DXA si ricavano indici che descrivono altri aspetti della qualità dell’osso: il Trabecular Bone Score (TBS), indice della microarchitettura dell’osso trabecolare, e il Bone Strain Index (BSI), indice della resistenza dell’osso al carico.
Questi parametri non sempre si comportano nello stesso senso: vanno interpretati singolarmente, insieme alla BMD e al quadro clinico, per una valutazione più completa del rischio di frattura e della risposta alla terapia.
Approfondimenti: Trabecular Bone Score e Bone Strain Index · Oltre la BMD: il Trabecular Bone Score · La ricerca sul Bone Strain Index
Visita per l’osteoporosi e cosa aspettarsi
Il colloquio
La visita inizia dalla raccolta dei dati anamnestici: fattori di rischio familiari e personali; dati sugli stili alimentari e di vita; patologie pregresse e in atto; terapie farmacologiche pregresse e in corso.
La valutazione degli esami
Vengono esaminati i referti disponibili: densitometrie precedenti; esami biochimici; radiografie dello scheletro, in particolare della colonna. Se necessario, vengono prescritti ulteriori esami utili a completare l’inquadramento diagnostico.
La visita
Il paziente viene visitato per la raccolta dei segni indicativi di eventuali compromissioni scheletriche.
Le indicazioni
Sulla base del quadro clinico complessivo viene impostata o rivista la terapia, con anche le indicazioni alimentari e degli stili di vita e viene programmato il controllo successivo.
Cosa portare alla visita
- i referti delle densitometrie (MOC) precedenti;
- i referti degli esami biochimici più recenti;
- l’elenco dei farmaci assunti;
- radiografie dello scheletro su CD o immagini e referti di visite specialistiche.
Le visite si prenotano telefonicamente presso le segreterie delle due sedi già indicate e sotto richiamate.
Sedi e prenotazioni →